Da molto tempo avevo una fissa per "fare" un bonsai.
All'inizio di questo mese mi sono imbattuto su Amazon con una azienda che spediva piccoli olivi direttamente a casa al prezzo di 12 euro, viste le recensioni positive l'ho acquistato: la pianta è arrivata sana.
L'idea è di farne un bonsai su roccia, per vederlo finito penso ci vorranno i prossimi 4 anni.
Settimana prossima, tempo permettendo, passerò al taglio delle radici e all'applicazione della roccia sotto alla pianta.
I bonsai sono un po' come i racconti brevi: si lavorano e migliorando asportando ciò che non serve.
Una mia breve composizione 5-7-5:
Corri Uomo,
I ritmi naturali
Non ci sono più.
Saluti
domenica 20 gennaio 2019
IL BONSAI
giovedì 6 dicembre 2018
E parti prima! Cazzo.
Piccola premessa:
certe parole, anche se scurrili, sono degli ottimi rafforzativi.
Per lavoro sono spesso alle prese con il traffico e credo che il traffico peggiore sia quello delle ore di punta non tanto per il numero di veicoli più vasto che si muove, ma per la maggior idiozia,incoscienza, strafottenza delle regole e del buon senso che si trova.
Scalmanati al volante che partono in ritardo per poter correre in strada ed arrivare in orario sul posto di lavoro.
Pazzi al volante di TIR che, mentre ti muovi ai 90 Km/h in una strada con limite dei 70, ti piombano a culo e lampeggiano nel miglior dei casi oppure ti cavano le trombe di Eustachio suonando con fermezza virile il grosso clacson chiedendo con benedizioni gesticolanti di far passare.
C'è chi lampeggia, chi suona, chi canta, canta? Ah no, sta sbraitando improperi alla minicar che lo precede.
Furie che si spostano e procedono nel mondo a cavallo di destrieri metallici e chi ce l'ha più grosso vince.
Arrivano dove devono arrivare, FORSE.
Nevrotici ed ostili pronti ad affrontare una serena giornata di lavoro... e questa è la mattina, e posso, potrei ma non riesco, anche capirlo; quello che proprio non capisco è che succede anche alla sera a fine giornata, durante le ferie, anche quando non c'è nulla che preme. Non serve voler arrivare prima se poi non arrivi.
Buona guida a tutti.
certe parole, anche se scurrili, sono degli ottimi rafforzativi.
Per lavoro sono spesso alle prese con il traffico e credo che il traffico peggiore sia quello delle ore di punta non tanto per il numero di veicoli più vasto che si muove, ma per la maggior idiozia,incoscienza, strafottenza delle regole e del buon senso che si trova.
Scalmanati al volante che partono in ritardo per poter correre in strada ed arrivare in orario sul posto di lavoro.
Pazzi al volante di TIR che, mentre ti muovi ai 90 Km/h in una strada con limite dei 70, ti piombano a culo e lampeggiano nel miglior dei casi oppure ti cavano le trombe di Eustachio suonando con fermezza virile il grosso clacson chiedendo con benedizioni gesticolanti di far passare.
C'è chi lampeggia, chi suona, chi canta, canta? Ah no, sta sbraitando improperi alla minicar che lo precede.
Furie che si spostano e procedono nel mondo a cavallo di destrieri metallici e chi ce l'ha più grosso vince.
Arrivano dove devono arrivare, FORSE.
Nevrotici ed ostili pronti ad affrontare una serena giornata di lavoro... e questa è la mattina, e posso, potrei ma non riesco, anche capirlo; quello che proprio non capisco è che succede anche alla sera a fine giornata, durante le ferie, anche quando non c'è nulla che preme. Non serve voler arrivare prima se poi non arrivi.
Buona guida a tutti.
giovedì 29 novembre 2018
Mattina
Il risveglio a volte porta più cose del dovuto e si sà che se fossero piacevoli non sarebbero in più.
La ricerca forsennata della felicità ci allontana dalla giusta visione del mondo, ci abbaglia con futili gioie effimere e le mancanze di cui abbiamo bisogno veramente ci spingono in avanti ancora, in un ciclo infinito di triste amarezza.
Nel deserto è dura non credere in un miraggio, ma fidarsi di chi ci accompagna nel viaggio è fondamentale per stare allacciati alla realtà e non perdere i valori in cui si crede.
Per finire un semplice Haiku.
Ormai morta la
foglia gialla nel vento -
Fredda mattina.
Il vento strappa e spazza le foglie e non lo fa per cattiveria: è così.
Alla foglia inerme, abbandonata dall'albero, non rimane altro che danzare in vortici, piroette e tripli salti mortali sperando in una nuova vita.
martedì 13 novembre 2018
Tempo
È bello prendersi ogni tanto un po' di tempo per ciò che si ama e non è mai troppo tardi per iniziare a farlo, più tardi si inizia, ovviamente, più tempo si perde.
Il tempo al giorno d'oggi è così prezioso, non c'è mai tempo per nulla ...
Il tempo è sempre stato prezioso infatti anni fa veniva gestito meglio, usato meglio.
Il tempo ... Tempo!
Il tempo un insegnante così meraviglioso che ha arricchito i nostri genitori, i nostri nonni; l'umanità intera è stata arricchita dal tempo e oggi il tempo non c'è più e l'umanità stessa si sta impoverendo d'umanità.
Bisogna ricordarsi che il tempo scorre per tutti allo stesso modo e mai i figli avranno l'età dei genitori e mai i genitori avranno l'età dei figli.
Tempo: insegnante severo e giusto, ormai morto, ma forse si fa ancora in tempo...
Il tempo al giorno d'oggi è così prezioso, non c'è mai tempo per nulla ...
Il tempo è sempre stato prezioso infatti anni fa veniva gestito meglio, usato meglio.
Il tempo ... Tempo!
Il tempo un insegnante così meraviglioso che ha arricchito i nostri genitori, i nostri nonni; l'umanità intera è stata arricchita dal tempo e oggi il tempo non c'è più e l'umanità stessa si sta impoverendo d'umanità.
Bisogna ricordarsi che il tempo scorre per tutti allo stesso modo e mai i figli avranno l'età dei genitori e mai i genitori avranno l'età dei figli.
Tempo: insegnante severo e giusto, ormai morto, ma forse si fa ancora in tempo...
sabato 25 agosto 2018
Racconto breve - Confini
Dopo un mese di stacco dal blog, c'era veramente troppo caldo per far lavorare il cervello al di fuori dei tempi lavorativi, sono tornato.
Ho fatto una riorganizzazione di idee, trovato un interessante filo conduttore, "disegnato con le parole", sfruttando la metrica 5-7-5 dei famosi haiku, immagini di idee da ampliare.
Basta con le chiacchiere ed ecco il racconto bonsai, un esperimento/gioco con colpo di scena finale.
Confini
Finalmente aveva finito, poteva tornare a casa tre ore prima del previsto e avrebbe usato quel tempo per prendersi cura di sé.
Quasi volando con l'automobile, imprecando a destra e manca nel traffico, arrivò a casa e con la stessa furia con cui aveva guidato si spogliò, lasciando una scia di vestiti dalla porta d'ingresso fino alla camera da letto dove iniziò a respirare, finalmente, ad un ritmo normale. Scelse con cura la biancheria intima, valutando quale dei tre completi sexy indossare, tirò fuori dalla loro confezione le autoreggenti color rosa antico che, da quando le aveva prese un mese prima, non aveva avuto ancora modo di indossare: troppe ore di lavoro, ma non poteva farne a meno. Preparò sul letto il suo abito preferito e scelse un paio di sandali tacco 11. Si diresse in bagno e si fece una calda doccia rilassante; con cura e tranquillitá si depilò, gustandosi quel momento di pace. Sapeva che da quei momenti di solitaria gratificazione personale trovava le energie per affrontare qualsiasi cosa.
Ultimata la doccia si sentiva al settimo cielo nel pieno del relax. Si mise lo smalto ai piedi: adorava metterlo e mentre lo metteva tutti i pensieri e logorii mentali svanivano.
Guardò l'orologio, aveva ancora due ore, ancora tanto tempo per sè. Si vestì ed iniziò a truccarsi il viso. "Amore; sorpresa! Sono tornata prima, che fortuna...", alla compagna di Paolo morì la frase in gola appena varcò la porta del bagno e rimase a bocca aperta, Paolo a sua volta si paralizzò e la guardò, gli occhi approfonditi dal mascara si riempirono di rammarico.
Quasi volando con l'automobile, imprecando a destra e manca nel traffico, arrivò a casa e con la stessa furia con cui aveva guidato si spogliò, lasciando una scia di vestiti dalla porta d'ingresso fino alla camera da letto dove iniziò a respirare, finalmente, ad un ritmo normale. Scelse con cura la biancheria intima, valutando quale dei tre completi sexy indossare, tirò fuori dalla loro confezione le autoreggenti color rosa antico che, da quando le aveva prese un mese prima, non aveva avuto ancora modo di indossare: troppe ore di lavoro, ma non poteva farne a meno. Preparò sul letto il suo abito preferito e scelse un paio di sandali tacco 11. Si diresse in bagno e si fece una calda doccia rilassante; con cura e tranquillitá si depilò, gustandosi quel momento di pace. Sapeva che da quei momenti di solitaria gratificazione personale trovava le energie per affrontare qualsiasi cosa.
Ultimata la doccia si sentiva al settimo cielo nel pieno del relax. Si mise lo smalto ai piedi: adorava metterlo e mentre lo metteva tutti i pensieri e logorii mentali svanivano.
Guardò l'orologio, aveva ancora due ore, ancora tanto tempo per sè. Si vestì ed iniziò a truccarsi il viso. "Amore; sorpresa! Sono tornata prima, che fortuna...", alla compagna di Paolo morì la frase in gola appena varcò la porta del bagno e rimase a bocca aperta, Paolo a sua volta si paralizzò e la guardò, gli occhi approfonditi dal mascara si riempirono di rammarico.
Il racconto ha più livelli di lettura, partendo dal più superficiale della sottile ironia drammatica della situazione fino alla profondità dei rapporti di coppia e dell'essere umano. Altra cosa che mi piace è l'imbroglio, l'inaspettato che esce dall'ordinario e ti sbilancia... da nessuna parte c'è scritto che è un lui o una lei, eppure pensi che sia una lei fino all'ultimo.
Etichette:
bonsai,
breve,
drammatico,
ironia,
livelli di lettura,
racconto,
solitudine
Iscriviti a:
Post (Atom)

