... è una delle tante cose che ci sembra normale possedere eppure è bastato un solo giorno per toglierla e limitarla; la libertà è quindi come una casa con il mutuo: non la possiedi finché non hai finito di pagare.
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lunedì 11 maggio 2020
semplice
Quando non c'è più nulla da fare c'è ancora molto da fare.
Quando non c'è più nulla attorno è il momento di guardare.
un orologio -
della pioggia estiva
il ticchettio
domenica 27 gennaio 2019
UGGIOSANDO
Mi sento assente nella mia stessa presenza.
Mi sento come un serbatoio troppo vecchio per contenere ancora qualcosa senza che fugga dalle crepe, ma troppo giovane per non contenere nulla.
Il vuoto ha tutto il peso e lo spessore di ciò che c'era prima in modo inversamente proporzionale: se eri pieno di leggerezza sarai pesante, se eri pieno di pesantezza sarai leggero.
Anche il vuoto, in fondo, non è vuoto come lo si possa intendere, siamo fatti così, siamo stati fatti perchè non esista il vuoto.
Non esiste il vuoto d'emozioni, esistono emozioni che non si sanno capire, percepire o accettare.
Esistono le mancanze e la percezione di esse le può rendere pesanti fardelli.
Quando c'è un problema c'è sempre una soluzione: non è detto che la soluzione ci piaccia ovviamente.
Se stringi troppo soffochi, se stringi poco ti scivola tra le mani: il segreto è tutto lì.
domenica 17 giugno 2018
In libertà
Non sono contro la tecnologia, anzi
credo di esserne, nel mio piccolo, un sostenitore, ma sono contrario
all'uso troppo umano di essa: disumanamente utilizzata per rendersi
più vicini al mondo però sempre più isolati da ciò che abbiamo
vicino.
L'ambiguità della tecnologia si è
fatta sentire in modo esponenziale nel 'boom' di Internet: un mondo
parallelo altamente tecnologico che ricalca in tutto e per tutto la
società mondiale e riporta l'essere umano ai tempi della clava per
imporre le proprie ragioni, spezzare la voce altrui e raggiungere
fantomatiche vette in piccoli gruppi virtuali di sconosciuti.
Mi scappa da ridere e alla stesso tempo
di piangere, davanti alle virtuali amicizie di migliaia di persone...
Ai tempi in cui ero iscritto al noto
social network FaceBook, la lista delle “amicizie” era di circa
400 utenti: in sei mesi di assenza solo 2 persone si sono accorte
della sparizione.
Tutti e 400 gli utenti li conoscevo
fisicamente dal vero prima dell'amicizia su FB, ponendo che 150 non
abbiano il numero di telefono, altri 100 ne telefono ne email, dei
restanti 150 quanto importa ciò che scrivi o meno ?
Eppure, per molti, è più reale un
social network forse perchè così non vedono l'effettiva solitudine
che li circonda e/o l'effetivo e reale : Non mi interessa quello che
dici. Ti metto un mi piace di scambio.
Basandomi su questi pensieri e sul
mondo odierno che si aggrappa a vecchi ideali perchè non è più in
grado di essere compatto per avere nuovi ideali adatti ai tempi
attuali, ho scritto una serie di racconti brevi che vanno dal
“politicamente scorretto” all'assurdo della realtà fino al
fantascientifico buon senso che sembra mancare sempre di più.
Ironia e sarcasmo, forse con una punta
di sadismo nel rivoltare il coltello nella piaga, ho voluto
raccogliere per ora le basi della società attuale.
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giovedì 19 aprile 2018
Il racconto breve
La fregatura, nello scrivere post brevi, è che si legge tutto nell'anteprima e quindi, devo scrivere di più di quello che vorrei o non vorrei...
Penso che così sia abbastanza.
"Acquazzone estivo:
ti investe, ti rinfresca,
ti fa gelare;
Piacere d'attesa:
rimani fino alla fine,
incollato."
Penso che così sia abbastanza.
"Acquazzone estivo:
ti investe, ti rinfresca,
ti fa gelare;
Piacere d'attesa:
rimani fino alla fine,
incollato."
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mercoledì 4 aprile 2018
All'antica
... e scatto fotografie con la pellicola per il gusto di tenerle per me stesso, e scrivo i miei racconti brevi e le mie riflessioni con la penna e un quadernetto, per il gusto di sentirli fisicamente in mano e rileggerli quando mi pare ovunque sono.
Scrivere sul quaderno mi aiuta a capire, quando dico fine ad un racconto, quanto incasinati erano i miei pensieri. Rileggo con piacere saltando da una pagina all'altra seguendo gli asterischi il corso della mia fantasia riordinato, messo nero su bianco. Rileggere il mio quaderno è quasi come leggere un game-book. (Chissà se qualcuno se li ricorda...)
La cosa più assurda, all'inizio, è stato pensare quanto fosse strano scrivere su carta... eppure ho imparato a scrivere su carta. Ora, se non scrivo su carta, non riesco a fare una pippa.
Scrivere sul quaderno mi aiuta a capire, quando dico fine ad un racconto, quanto incasinati erano i miei pensieri. Rileggo con piacere saltando da una pagina all'altra seguendo gli asterischi il corso della mia fantasia riordinato, messo nero su bianco. Rileggere il mio quaderno è quasi come leggere un game-book. (Chissà se qualcuno se li ricorda...)
La cosa più assurda, all'inizio, è stato pensare quanto fosse strano scrivere su carta... eppure ho imparato a scrivere su carta. Ora, se non scrivo su carta, non riesco a fare una pippa.
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lunedì 6 aprile 2015
Pressato dal traffico
In un mondo così caotico e organizzato in modo altamente disorganizzato, per molte persone diventa un lusso permettersi due passi a piedi o in bicicletta.
La situazione si aggrava man mano che ci si avvicina alle grandi metropoli, dove la bicicletta è utilizzata come mezzo di trasporto, più veloce che i propri piedi, e meno inquinante di un motorino nonchè mezzo veloce con il quale il ciclista non rischia multe, ma solo la vita.
Non me ne abbiano a male i ciclisti di città, ma il loro modo di correre e divincolarsi nel traffico, imboccando sensi unici al contrario, scavallando marciapiedi e suonando il brillante campanello al bisogno, sono abbastanza pericolosi e così, altamente concentrati per arrivare il prima possibile al punto di ritrovo stabilito, si perdono il gusto della pedalata.
Pressato dal traffico
La bicicletta e la passeggiata così rilassanti, nel mondo moderno, altamente disorganizzato nella sua splendida organizzazione (se fosse organizzato bene non saremmo tutti di corsa come dei forsennati o no?), ha tolto il piacere di dire: vado a fare due passi per godermi la bella giornata. NO! Vado a fare due passi perchè ho i trigliceridi alti! (siamo tutti altamente informati sui termini medici che fanno male alla salute), e così la sera estiva i parchi pullulano di persone che, affannate dalla pressione dei trigliceridi, passeggiano alla velocità dei sette chilometri orari.
Tu, che stai camminando senza meta alcuna, ma solo per il piacere di farlo, ti ritrovi in un traffico umano di pedoni e ciclisti che, quasi fossero ancora in catena di montaggio, hanno mantenuto il ritmo della giornata frenetica e altamente disorganizzata nella sua organizzazione.
Ormai il traffico ci assilla, ci investe, ci preme: traffico d'auto, traffico di biciclette, traffico di pedoni/corridori e se non vuoi trovarti steso a terra devi correre, infilarti nella scia, scansarti, tenere i sensi all'erta per evitare di essere investito e così perdere il gusto di camminare solo per il gusto di farlo pensando a quello che stai pensando.
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