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domenica 27 gennaio 2019

UGGIOSANDO

Mi sento assente nella mia stessa presenza.
Mi sento come un serbatoio troppo vecchio per contenere ancora qualcosa senza che fugga dalle crepe, ma troppo giovane per non contenere nulla.
Il vuoto ha tutto il peso e lo spessore di ciò che c'era prima in modo inversamente proporzionale: se eri pieno di leggerezza sarai pesante, se eri pieno di pesantezza sarai leggero.
Anche il vuoto, in fondo, non è vuoto come lo si possa intendere, siamo fatti così, siamo stati fatti perchè non esista il vuoto.


Non esiste il vuoto d'emozioni, esistono emozioni che non si sanno capire, percepire o accettare.
Esistono le mancanze e la percezione di esse le può rendere pesanti fardelli.
Quando c'è un problema c'è sempre una soluzione: non è detto che la soluzione ci piaccia ovviamente.
Se stringi troppo soffochi, se stringi poco ti scivola tra le mani: il segreto è tutto lì.

 











domenica 17 giugno 2018

In libertà

Non sono contro la tecnologia, anzi credo di esserne, nel mio piccolo, un sostenitore, ma sono contrario all'uso troppo umano di essa: disumanamente utilizzata per rendersi più vicini al mondo però sempre più isolati da ciò che abbiamo vicino.
L'ambiguità della tecnologia si è fatta sentire in modo esponenziale nel 'boom' di Internet: un mondo parallelo altamente tecnologico che ricalca in tutto e per tutto la società mondiale e riporta l'essere umano ai tempi della clava per imporre le proprie ragioni, spezzare la voce altrui e raggiungere fantomatiche vette in piccoli gruppi virtuali di sconosciuti.

Mi scappa da ridere e alla stesso tempo di piangere, davanti alle virtuali amicizie di migliaia di persone...
Ai tempi in cui ero iscritto al noto social network FaceBook, la lista delle “amicizie” era di circa 400 utenti: in sei mesi di assenza solo 2 persone si sono accorte della sparizione.
Tutti e 400 gli utenti li conoscevo fisicamente dal vero prima dell'amicizia su FB, ponendo che 150 non abbiano il numero di telefono, altri 100 ne telefono ne email, dei restanti 150 quanto importa ciò che scrivi o meno ?
Eppure, per molti, è più reale un social network forse perchè così non vedono l'effettiva solitudine che li circonda e/o l'effetivo e reale : Non mi interessa quello che dici. Ti metto un mi piace di scambio.
Basandomi su questi pensieri e sul mondo odierno che si aggrappa a vecchi ideali perchè non è più in grado di essere compatto per avere nuovi ideali adatti ai tempi attuali, ho scritto una serie di racconti brevi che vanno dal “politicamente scorretto” all'assurdo della realtà fino al fantascientifico buon senso che sembra mancare sempre di più.
Ironia e sarcasmo, forse con una punta di sadismo nel rivoltare il coltello nella piaga, ho voluto raccogliere per ora le basi della società attuale.

mercoledì 4 aprile 2018

All'antica

... e scatto fotografie con la pellicola per il gusto di tenerle per me stesso, e scrivo i miei racconti brevi e le mie riflessioni con la penna e un quadernetto, per il gusto di sentirli fisicamente in mano e rileggerli quando mi pare ovunque sono.
Scrivere sul quaderno mi aiuta a capire, quando dico fine ad un racconto, quanto incasinati erano i miei pensieri. Rileggo con piacere saltando da una pagina all'altra seguendo gli asterischi il corso della mia fantasia riordinato, messo nero su bianco. Rileggere il mio quaderno è quasi come leggere un game-book. (Chissà se qualcuno se li ricorda...)

La cosa più assurda, all'inizio, è stato pensare quanto fosse strano scrivere su carta... eppure ho imparato a scrivere su carta. Ora, se non scrivo su carta, non riesco a fare una pippa.

sabato 17 febbraio 2018

Don Camillo e Peppone oggi

[...]Ma Don Camillo e Peppone, i famosissimi personaggi di Giovannino Guareschi, al giorno d'oggi come sarebbero?
Un pioppeto lungo la bassa reggiana

Sono un appassionato lettore di Giovannino Guareschi e per gioco mi sono posto questa domanda.
Allora mi immagino e reinvento le avventure dei due, senza però stravolgerne il carattere.
Un Peppone che probabilmente non sarebbe un compagno, ma un sindaco di una lista senza simboli. Un sindaco con le idee schiette: il bene di tutto il suo comune usando il buon senso.
Don Camillo, un semplice prete di campagna, che porta alle sue pecorelle la parola di Dio tramite il suo semplice buon senso.

Le parole chiave che accompagnano il "Don Camillo" di Guareschi sono proprio queste: buon senso.
Il difficile, per reinquadrare Don Camillo e Peppone al giorno d'oggi, sta proprio in queste due parole: buono senso.
Allora ecco che forse, il bello, il magico, il fantastico, di "Don Camillo", è tutto nel buon senso che Guareschi ha messo nei suoi personaggi. Buon senso, lealtà e bontà.

Reinventare il comportamento dei due personaggi del Guareschi diventerebbe un rischio: avremmo un Peppone che potrebbe essere definito razzista e fascista e un Don Camillo che potrebbe diventare un prete disobbediente.
Riscrivere i due personaggi, senza toccarne i lati salienti del carattere, potrebbe essere definito politicamente scorretto.
Io però ME NE FREGO!
Dal 2016 ho il progetto Guareschi in testa e credo che per ampliarlo e renderlo odierno sia mio obbligo fare queste riflessioni.
Una ricerca, di qualsiasi tipo, per essere una ricerca deve apportare qualcosa in più.
La sfida ora è trasformare in modo visivo il buon senso.



giovedì 16 gennaio 2014

Appunti fotografici

A volte capita di trovarsi in posti "banali" che ad una certa ora assumono colori stupendi o si creano ombre meravigliose che danno tutt'altro aspetto al posto "banale".

Personalmente non mi porto sempre appresso la reflex o altre macchine fotografiche e quando succedono questi meravigliosi cambiamenti di solito rosico ... per fortuna posso sempre tornare, se non ho la macchina fotografica sono vicino a casa.
Il  cellulare è sempre presente però ...


Utilizzando Instagram abbiamo la possibilità di creare un blocco appunti d'immagini meraviglioso, segnando per ogni foto il posto e l'ora, oppure un'idea fotografica che potremo sviluppare meglio quando saremo meglio attrezzati.


Sono appunti ordinati e ben visibili e sempre a portata di mano, o di click.