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domenica 29 luglio 2018

Holga la macchina fotografica Haijin

Ogni volta che parto, per un luogo vicino oppure lontano, l'infaticabile Holga è sempre con me.
Una macchinetta fotografica tutta in plastica, per pellicola medio formato, leggerissima e semplicissima da usare.
Non teme l'umidità, non ha problemi di batterie, non si sporca il sensore e fa il suo dovere ogni volta al cento per cento: punti e scatti. La foto è fatta.


Questo scatto può essere l'inizio o la fine di un giro al mare, per me però è l'inizio di una storia d'emozioni.



Ogni difetto è unico per ogni Holga, ogni Holga è unica come l'essere umano.
Scattare una fotografia con Holga è come scrivere un Haiku: è un momento, un istante, una intuizione  che ci illumina. Punta e scatta e l'emozione sarà catturata.


sabato 28 luglio 2018

Cuore blu(es)



Vicino al ritorno verso casa e gli impegni lavorativi una foto che per me dice tutto nella sua semplicità grafica. 
Un enorme cuore blu color del cielo e del mare disegnato dall'ombrellone che ci tiene all'ombra e mi lascia un po' di quella malinconia di una musica blues.
Una foto, che come un Haiku, va letta con l'intenzione di andare oltre l'evidenza e lasciare che sia solo la partenza delle emozioni e non l'emozione in sé per sé.

un aquilone
nell'aria calda vola
- fieri legámi

Il bello della partenza, come dice il mio vagabondo nel racconto breve "La casetta e il mondo", è sapere che ci sarà un ritorno.

Buon week end a tutti


domenica 1 novembre 2015

Il Piccolo Principe - Dialogo tra il piccolo principe e la volpe

Non centra nulla con la fotografia pratica, ma la fotografia è sensazioni, emozioni, è un linguaggio che trasmette emozioni. Fotografia senza cultura, senza emozione è solo una istantanea.

Una parte del dialogo toccante e profondo tra il Piccolo Principe e la Volpe.
La volpe[...]
«La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini
danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uo-
mini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addome-
stichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di
passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno na-
scondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una mu-
sica. E poi, guarda! Vedi laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io
non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non
mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color del-
l’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il
grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del
vento nel grano...».
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
«Per favore... addomesticami», disse.
[...]
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l’ora della
partenza fu vicina:
«Ah!», disse la volpe, «... piangerò.»
«La colpa è tua», disse il piccolo principe, «io non ti volevo far del
male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...»
«È vero», disse la volpe.
«Ma piangerai!», disse il piccolo principe.
«È certo», disse la volpe.
[...]
«Addio», disse.
«Addio», disse la volpe. «Ecco il mio segreto. È molto semplice: non
si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.»
[...]
«È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.»

Dedicato ad una persona speciale.