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martedì 19 maggio 2020

caffè amaro

[...]ricordo quando piangevi, chiusa in qualche stanza lontana da tuo marito; ricordo quanto piangevi e ti disperavi se non potevamo vederci; ricordo quanto soffrivo dietro al telefono e davanti alle tue lacrime. Ricordo tutto, perchè mi sei entrata talmente tanto dentro che non ti ho mai scordata, anche se ci ho provato.


Tu sei rimasta lì, io qui.
Tu però sei rimasta anche qui, nella mia parte più illogica e anche qui in quella più logica: lo so che non sei rimasta tu, ma che ti ho trattenuta io.
Tu... tu... tu... tu... come quando un telefono squilla e non c'è nessuno ad alzar la cornetta.




domenica 29 luglio 2018

Holga la macchina fotografica Haijin

Ogni volta che parto, per un luogo vicino oppure lontano, l'infaticabile Holga è sempre con me.
Una macchinetta fotografica tutta in plastica, per pellicola medio formato, leggerissima e semplicissima da usare.
Non teme l'umidità, non ha problemi di batterie, non si sporca il sensore e fa il suo dovere ogni volta al cento per cento: punti e scatti. La foto è fatta.


Questo scatto può essere l'inizio o la fine di un giro al mare, per me però è l'inizio di una storia d'emozioni.



Ogni difetto è unico per ogni Holga, ogni Holga è unica come l'essere umano.
Scattare una fotografia con Holga è come scrivere un Haiku: è un momento, un istante, una intuizione  che ci illumina. Punta e scatta e l'emozione sarà catturata.