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mercoledì 13 aprile 2016

La ruggine dell'ispirazione

Non so se c'entra con la fotografia, in particolar modo con la mia fotografia, che spesso è descrittiva e realistica, realistica quanto può essere una fotografia ovviamente.
L'ispirazione sul COSA fotografare, più che sul COME ... 
Cosa fotografare... e più che il cosa, è il perchè. 

Non riesco più ad uscire con la macchina fotografica e fotografare semplicemente quello che mi circonda, devo sempre avere un progetto, una motivazione, una idea.
Mi sento bloccato, impantanato, quasi fermo, in un mondo che rotola troppo veloce per la mia osservazione e non riesco più a cogliere momenti che giustifichino quella piccola pressione.

Mi sento calpestato da una mandria impazzita di immagini digitali, alcune meravigliose, altre pietose. 
Contrasti imponenti di artistico e pseudo artistico, contrasti di sedicenti fotografi che fanno workshop su workshop e che alla fine non lasciano nulla, se non una misera traccia di banalità nella memoria.
Così con queste idee e pensieri nella testa, la mia ispirazione è tramortita, appesantita, lontana e in profondità. 
Barlumi di idee si accendono, per presto spegnersi, nella goccia e nel pensiero della banalità.
Seleziono, seleziono e seleziono e alla fine rimane una foto, uno scatto e forse nemmeno quello e allora parcheggio l'idea lasciandola maturare e intanto l'ispirazione si arruginisce.
Forse dovrei iniziare a scattare di più, ma potrebbe servire? Per la legge dei grandi numeri sicuramente una buona ci sarà, ma poi? Poi quell'unica buona uscita sarà ripetibile? 
La ruggine dell'ispirazione che non c'è ... vado a cercare ispirazione e nel frattempo metterò un po' d'olio.
Buona serata



sabato 30 gennaio 2016

Arenato ... o con l'ancora alla fonda o senza ispirazione ...

Il progetto Guareschi, che si agita e si muove nella mia mente, non riesce ad uscire in modo decente.
L'idea c'è, gli appunti sono pronti, gli spunti sono tutti ben dentro alla mia testa, ma non riesco a farli uscire da lì, con una idea visiva ben chiara.
Dopo i primi cinque scatti mi sono bloccato, li ho guardati e mi son detto: cacchio qui non c'è impronta che vada al di là della semplice immagine didascalica, non c'è possibilità di immaginazione dalla parte di chi li guarda ...





Ecco queste erano le prime foto ... poco ragionate e molto spinte dal seplice intuito.
Immagini didascaliche che, accompagnate da una didascalia, o viste da chi conosce Guareschi l'uomo, possono dire tanto, raccontare di lui, ma l'immaginazione di chi le osserva dove è?

Fermo su questi dubbi, arenato, non riesco ad ampliare la mia visuale ... ecco sono ad un punto morto . Di queste immagini questa sarà la prima e unica esposizione.
Vado, vago, alla ricerca di una idea visiva migliore.
Buona giornata a tutti, scusate lo sproloquio.