Visualizzazione post con etichetta analogica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta analogica. Mostra tutti i post

venerdì 29 dicembre 2017

Io e Holga su Amazon

Dal 2 Gennaio 2018 disponibile su Amazon nel formato elettronico.
Prenotalo qui
 Holga, una macchino lo-fi che lo stesso Michael Kenna ha iniziato ad utilizzare e l'ha descritta così:
It's like a pencil. You can use it to do an incredible drawing or write some amazing verse, or be an accountant.” (Post Magazine 29 Novembre 2017 Ethereal Landscapes captured on a Holga, a made in Hong Kong toy camera. Cit. di Michael Kenna).


sabato 4 giugno 2016

Cara Holga 135!!!

Bene il rullino lavorato a caffè e Svelto, il famoso detersivo, si è asciugato ed è finito sulla mia Holga135. Lo so avevo scritto che l'avrei messo sulla F90... ma un rullino così può andare solo su una macchina lomografica! (Ricordate? Mescoliamo tutto)
Perchè questa decisione ? Finalmente ho fatto sviluppare il rullino Kodak Ektar 100 che avevo montato ormai un anno emmezzo fa, e i risultati mi sono piaciuti, mi hanno dato dei colori e delle sfocature particolari che ho adorato.





Qualcuno potrebbe pensare che la fotografia non è ottenere risultati a "caso" e che questi siano risultati a caso... invece no! Nonostante la macchinetta plasticosa i risultati sono tutti dovuti a scelte che ho fatto al momento dello scatto.
Foto del duomo: il lampione in primo piano è sfocato, non è sfocato a caso, era a meno di cinque metri da me, ho ruotato la ghiera della messa a fuoco (se così si può chiamare) su infinito, sapendo che il lampione sarebbe venuto sfocato.

Secondo scatto: volevo la neve bianca e ho messo il diaframma a f8, nonostante fosse presente abbastanza sole per scattare a f11, il colore della pellicola, una pellicola calda, ha dato l'effetto violaceo.
L'ultima foto è una lunga esposizione. Montato la mia Holga su cavalletto, montato scatto flessibile, calcolato tempo di esposizione e foto fatta come volevo in modalità BULB.

Ok alcuni risultati saranno fortuiti, ma senza le basi giuste non si ottiene molto.
Non sono un "lomografo", difficilmente mi limito a puntare e scattare, anche con l'Holga penso ed elaboro ogni scatto, tenendo presente lo scostamento tra mirino ed obiettivo.

Ed ora via con le doppie esposizioni e i tempi lunghi.

Ah dimenticavo! Sviluppo di un rullino da 24 euro 2.70
Costo del rullino euro 3.50
Se non sei un click dipendente non ha costi proibitivi la pellicola.





sabato 7 maggio 2016

Mescoliamo tutto

Ricordando con piacere l'effetto delle fotografie ricordo scattate da mio padre con la "compattina" a pellicola, mosso da sentimento, riprendo in mano la macchina a pellicola con le pellicole a colori.
Ovviamente, non mi limiterò ai mossi e agli sfocati, ma darò un colpo di pazzia.
Prendodalla lomography le "pazzie" fatte  sulle pellicole e le scatto con delle reflex e non macchine lomo. 
Il primo rullino, montato sulla F90, sarà tutto fatto di foto sfocate e notturne con lunghissime esposizioni di qualche ora (non so cosa ne uscirà dato che non ho calcolato il difetto di reciprocità delle pellicola).
Ora mi sto accingendo a mettere in un bagno di tè e Svelto all'arancia un rullino Kodak ColorPlus 200.
Quando sarà asciutto lo monterò sulla F70 e mi limiterò ad usare il 35mm.
Tutto questo perché ?  Semplice, per puro divertimento!
Ciao e buona luce a tutti, mo vado a far fare il bagnetto alla pellicola.

sabato 29 novembre 2014

Scansione da pellicola


Scansione da pellicola ILFORD DELTA 100 tirata a 320 iso.
Focale 50mm f1.8
Sviluppo in ilfotec C29 1:9 per 8 minuti con agitazione ogni 10 secondi.

Prossimamente sarà stampata, tramite ingranditore, su cartoncino baritato ILFORD multigrade


mercoledì 19 novembre 2014

Stampiamole queste foto!


Pellicola ILFORD DELTA 400 tirata a 1600ISO
Negativo stampato con ingranditore Lupo su cartoncino baritato Rollei Vintage 12,7 x 17,8 cm
In fine ... scansione della fotografia su scanner piano.

Nonostante la moderna tecnologia, comoda e pulita, mi piace utilizzare tutt'ora la mia vecchia Nikon a pellicola e scattare in bianco e nero, sviluppando i negativi e poi stampando alla "vecchia maniera" gli scatti più meritevoli.
In questa occasione mi sembrava molto adatto fotografare a pellicola l'ingresso del museo del Violino di Cremona che ospita la mostra fotografica "La nascita di Magnum" : i primi scatti dei fondatori della famosa agenzia.
Mentre ammiravo le foto esposte un pensiero mi è passato per la mente: queste foto hanno circa settant'anni e possiamo osservarle perché sono state custodite in modo ammirevole e salvate in un formato che si potrà sempre gustare, anche tra altri cinquant'anni.
Il formato in cui sono state salvate è la stampa cartacea. 
Probabilmente molti di voi avranno le foto comodamente custodite su hard disk o CD o DVD ... ma è la scelta giusta? Riflettendo attentamente la risposta è no. Tra cinquant'anni avremo ancora tecnologia che riconosca e legga dati salvati con la tecnologia odierna? Forse sì, forse no. Io per sicurezza le foto che adoro, che mi fanno ricordare, che scatenano un'emozione le stampo e le conservo in voluminosi album fotografici vecchio stile.
Godetevi le foto stampandole, toccandole con mano: la fotografia non è solo un'immagine è molto di più. La fotografia è un ricordo tangibile della nostra vita, del nostro passaggio e quindi merita di essere materiale e tangibile per evitare di essere dimenticata.
 Qualsiasi mezzo utilizziate per congelare i vostri ricordi ricordate di stamparli: la stampa costa poco, esistono servizi online ottimi e vi consegnano le foto a casa, cosa c'è di meglio?
Buona luce a tutti


mercoledì 22 gennaio 2014

E' tutta questione di riferimenti


La fotografia qui a fianco cos'è ?
Arte astratta ? 
Un paesaggio roccioso ripreso dall'alto?
Una modifica fatta con qualche programma di fotoritocco ?

Nulla di tutto questo.

L'inganno è tutto nell'assenza di riferimenti per il nostro cervello.

Senza avere oggetti di paragone chiari, per definire le dimensioni, e la posizione spaziale dell'oggetto non siamo in grado posizionare la fotografia e quindi, per evitare un "crash", il cervello di ognuno di noi rielabora lo scatto fotografico con la sua fantasia, attirando l'attenzione e scacciando la noia alla ricerca di una soluzione plausibile all'inganno ottico.



Quindi, se vogliamo effettuare una fotografia di paesaggio e rendere l'idea di immensità, il miglior modo per farlo è fotografare l'elemento umano all'interno del paesaggio dando così al nostro cervello un elemento conosciuto facilmente posizionabile nello spazio e definibile nelle dimensioni .