giovedì 29 novembre 2018

Mattina

Il risveglio a volte porta più cose del dovuto e si sà che se fossero piacevoli non sarebbero in più.
La ricerca forsennata della felicità ci allontana dalla giusta visione del mondo, ci abbaglia con futili gioie effimere e le mancanze di cui abbiamo bisogno veramente ci spingono in avanti ancora, in un ciclo infinito di triste amarezza.
Nel deserto è dura non credere in un miraggio, ma fidarsi di chi ci accompagna nel viaggio è fondamentale per stare allacciati alla realtà e non perdere i valori in cui si crede.
Per finire un semplice Haiku.

Ormai morta la
foglia gialla nel vento -
Fredda mattina.

Il vento strappa e spazza le foglie e non lo fa per cattiveria: è così.
Alla foglia inerme, abbandonata dall'albero, non rimane altro che danzare in vortici, piroette e tripli salti mortali sperando in una nuova vita.

martedì 13 novembre 2018

Tempo

È bello prendersi ogni tanto un po' di tempo per ciò che si ama e non è mai troppo tardi per iniziare a farlo, più tardi si inizia, ovviamente, più tempo si perde.
Il tempo al giorno d'oggi è così prezioso, non c'è mai tempo per nulla ...
Il tempo è sempre stato prezioso infatti anni fa veniva gestito meglio, usato meglio.
Il tempo ... Tempo!
Il tempo un insegnante così meraviglioso che ha arricchito i nostri genitori, i nostri nonni; l'umanità intera è stata arricchita dal tempo e oggi il tempo non c'è più e l'umanità stessa si sta impoverendo d'umanità.
Bisogna ricordarsi che il tempo scorre per tutti allo stesso modo e mai i figli avranno l'età dei genitori e mai i genitori avranno l'età dei figli.
Tempo: insegnante severo e giusto, ormai morto, ma forse si fa ancora in tempo...



sabato 25 agosto 2018

Racconto breve - Confini

Dopo un mese di stacco dal blog, c'era veramente troppo caldo per far lavorare il cervello al di fuori dei tempi lavorativi, sono tornato.
Ho fatto una riorganizzazione di idee, trovato un interessante filo conduttore, "disegnato con le parole", sfruttando la metrica 5-7-5 dei famosi haiku, immagini di idee da ampliare.


Basta con le chiacchiere ed ecco il racconto bonsai, un esperimento/gioco con colpo di scena finale. 

Confini

Finalmente aveva finito, poteva tornare a casa tre ore prima del previsto e avrebbe usato quel tempo per prendersi cura di sé.
Quasi volando con l'automobile, imprecando a destra e manca nel traffico, arrivò a casa e con la stessa furia con cui aveva guidato si spogliò, lasciando una scia di vestiti dalla porta d'ingresso fino alla camera da letto dove iniziò a respirare, finalmente, ad un ritmo normale. Scelse con cura la biancheria intima, valutando quale dei tre completi sexy indossare, tirò fuori dalla loro confezione le autoreggenti color rosa antico che, da quando le aveva prese un mese prima, non aveva avuto ancora modo di indossare: troppe ore di lavoro, ma non poteva farne a meno. Preparò sul letto il suo abito preferito e scelse un paio di sandali tacco 11. Si diresse in bagno e si fece una calda doccia rilassante; con cura e tranquillitá si depilò, gustandosi quel momento di pace. Sapeva che da quei momenti di solitaria gratificazione personale trovava le energie per affrontare qualsiasi cosa.
Ultimata la doccia si sentiva al settimo cielo nel pieno del relax. Si mise lo smalto ai piedi: adorava metterlo e mentre lo metteva tutti i pensieri e logorii mentali svanivano.
Guardò l'orologio, aveva ancora due ore, ancora tanto tempo per sè. Si vestì ed iniziò a truccarsi il viso. "Amore; sorpresa! Sono tornata prima, che fortuna...", alla compagna di Paolo morì la frase in gola appena varcò la porta del bagno e rimase a bocca aperta, Paolo a sua volta si paralizzò e la guardò, gli occhi approfonditi dal mascara si riempirono di rammarico.
Il racconto ha più livelli di lettura, partendo dal più superficiale della sottile ironia drammatica della situazione fino alla profondità dei rapporti di coppia e dell'essere umano. Altra cosa che mi piace è l'imbroglio, l'inaspettato che esce dall'ordinario e ti sbilancia... da nessuna parte c'è scritto che è un lui o una lei, eppure pensi che sia una lei fino all'ultimo.

domenica 29 luglio 2018

Holga la macchina fotografica Haijin

Ogni volta che parto, per un luogo vicino oppure lontano, l'infaticabile Holga è sempre con me.
Una macchinetta fotografica tutta in plastica, per pellicola medio formato, leggerissima e semplicissima da usare.
Non teme l'umidità, non ha problemi di batterie, non si sporca il sensore e fa il suo dovere ogni volta al cento per cento: punti e scatti. La foto è fatta.


Questo scatto può essere l'inizio o la fine di un giro al mare, per me però è l'inizio di una storia d'emozioni.



Ogni difetto è unico per ogni Holga, ogni Holga è unica come l'essere umano.
Scattare una fotografia con Holga è come scrivere un Haiku: è un momento, un istante, una intuizione  che ci illumina. Punta e scatta e l'emozione sarà catturata.


sabato 28 luglio 2018

Cuore blu(es)



Vicino al ritorno verso casa e gli impegni lavorativi una foto che per me dice tutto nella sua semplicità grafica. 
Un enorme cuore blu color del cielo e del mare disegnato dall'ombrellone che ci tiene all'ombra e mi lascia un po' di quella malinconia di una musica blues.
Una foto, che come un Haiku, va letta con l'intenzione di andare oltre l'evidenza e lasciare che sia solo la partenza delle emozioni e non l'emozione in sé per sé.

un aquilone
nell'aria calda vola
- fieri legámi

Il bello della partenza, come dice il mio vagabondo nel racconto breve "La casetta e il mondo", è sapere che ci sarà un ritorno.

Buon week end a tutti